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domenica 2 maggio 2010

1 maggio: il testo dell'intervento di EP


Musica: Manu Chao, Clandestino

Entrano due fantasmi:

8.711 alle Scuole elementari
3.661 alle scuole Medie
13.746 alle Superiori
15.000: tra il Personale non docente

Non una cabala, è la Finanziaria 2008 di Tremonti: sono 41.118 lavoratori a spasso. 

Sono Donne e uomini. Senza un futuro, ma con un passato e un presente.
La riduzione prevista entro l'anno scolastico 2011-12 è di 140.000 posti.
Riguarda i docenti di tutte le discipline... tranne i 25.000 di religione: selezionati dalla curia e pagati dallo Stato!
Il più grande licenziamento di massa della storia.
E nessuno ne parla.

VIA I LENZUOLI.

Ma in Trentino è diverso”, dicono.
Questa è l'isola felice”. Dicono.
L'assessore Marta Dalmaso ha fatto la riforma dal volto umano.
Niente tagli. Dice lei.
Ma poi accorciano il tempo scuola, aumentano il numero di studenti per classe, aboliscono gli istituti professionali, riducono le ore di laboratorio.
Semplificano. Dicono loro.
Tagliano, replichiamo noi.
E anche qui, sull'isola felice, i partiti discutono, i sindacati trattano. Ma i precari non li vede nessuno. Fantasmi.
Siamo quasi tremila fantasmi che si aggirano per le scuole trentine. Tremila.
Siamo l 35% del totale degli insegnanti... e il Presidente Dellai ci dice che non contiamo niente.


Noi però non ci troviamo qui per caso: Diventare precario, non è stato facile:
abbiamo dovuto studiare parecchio Lauree, specializzazioni, master, concorsi ... poi siamo entrati in graduatoria: una specie di magazzino a cui l’amministrazione attinge... se ne ha bisogno... altrimenti tanti saluti!
Non siamo qui per caso: ci hanno formato, ci hanno selezionato, ci hanno messo in riga, ci hanno usato finché ce n’è stato bisogno.
Ma adesso hanno trovato il modo di risparmiare anche quei pochi soldi che ci han dato finora, grazie a quella che chiamano riforma. Anzi, “iniziativa innovativa”, hanno deciso di chiamarla.
Perché il Trentino deve distinguersi. Sempre. Fare da laboratorio.
E noi siamo le loro cavie.
Hanno sempre fatto così. E noi abbiamo sempre accettato supini, senza nemmeno l’illusione di una promessa:
Finché io sarò presidente”, ha affermato Dellai nel 2007, “la Provincia autonoma di Trento non farà nessun provvedimento di automatica assunzione dei precari”. Se serve, posso fornire il numero di telefono del collega Toto' Cuffaro”.
Stavolta però i fantasmi hanno deciso di togliersi i lenzuoli, di farsi vedere, parlare e denunciare.


Non è più possibile tacere di fronte a una riforma che fin dalle sue premesse disegna una scuola di plastica, più povera, più debole, più passiva:
una scuola che sembra fatta apposta per creare cittadini docili e obbedienti, pronti ad accettare a loro volta qualsiasi infamia ritengano necessaria i soliti noti.
Così abbiamo fondato Equilibrio Precario. E poi EP ha incontrato gli studenti e assieme hanno convocato gli Stati Generali della scuola trentina. 
E gli stati generali hanno sollevato una marea che ha finito per travolgere l'assessore.
Tre quarti degli insegnanti hanno detto NO alla sua riforma, votando contro o addirittura rifiutandosi di votare la sua proposta innovativa.
Gli studenti hanno riempito le strade, hanno occupato le scuole, hanno parlato chiaro
Ma l'assessore è ancora lì. E non si schioda.
Finge di non vedere e dice che gli insegnanti non la capiscono, oppure che pensano a difendere i propri privilegi.
Invece è la Dalmaso a non capire. Gli insegnanti, come gli studenti e le famiglie, protestano per una sola ragione: vogliono una scuola migliore, o per lo meno non peggiore.
Noi vogliamo una scuola pubblica e laica
La Dalmaso invece elimina gli istituti professionali e aumenta i fondi alle scuola privata del 15%.
Noi chiediamo una scuola ricca, efficiente e strategica.
Lei invece la impoverisce e la annacqua.
Noi pretendiamo una scuola autonoma dalla politica, democratica e trasparente
Lei invece impone un modello pensato da un gruppo di sedicenti “esperti”, e costruisce una scuola d’eccellenza per i pochi che se la possono permettere e una scuola parcheggio per tutti gli altri.
Noi chiediamo che gli insegnanti precari vengano finalmente stabilizzati
La Dalmaso invece li elimina, e precarizza anche gli altri con metodi ricattatori.


Attenzione però: i precari esistono ovunque, mica solo nella scuola: nelle aziende, nei cantieri, nei campi nell'università, nella pubblica amministrazione, nelle fabbriche
A progetto, interinale, stagionale, cococo, partite iva fasulle... ci sono 49 tipologie di contratto di lavoro in questo paese.
Senza contare il lavoro in nero... che fa cinquanta!
Noi siamo soltanto il primo anello della catena: insegnanti precari con il compito di formare i precari di domani.
Dobbiamo fornire loro conoscenze, abilità e competenze… ma soprattutto, dobbiamo dare il buon esempio!

Chi studia col precario... impara a precariare!

Loro la chiamano flessibilità. Ci dicono, loro, che è un'opportunità, una gran fortuna:
tutta la libertà di fare un sacco di cose, lavori diversi, mille esperienze... magari in giro per il mondo”, come ha detto il ministro Brunetta.
A noi pare invece una fregatura: questa è proprio la negazione della libertà.
Dicono che è la globalizzazione...il futuro.
Dicono che la flessibilità... è moderna.
A noi pare invece una roba medievale: preghiere, paura, pellegrinaggi. Attesa.


Noi, per loro, siamo clandestini:  sans papier!
Siamo cittadini a tempo determinato,
siamo la fascia elastica della produzione,
siamo la molla dell'economia,
siamo il costo variabile e il risparmio costante dei bilanci.
Siamo il ventre molle di questa società.


Quel che è certo è che un giorno un posto fisso l'avremo anche noi... 
dentro una cassa, al campo santo...
O forse neanche quello.
Magari per quel giorno saremo ancora più moderni,
allora saranno flessibili anche i morti e ci daranno un loculo a tempo determinato.
O co.co.co. O a progetto.

Un loculo a progetto!
Tenetevelo per voi, il loculo a progetto!
Noi vogliamo quel che ci spetta, e lo vogliamo adesso!
Non come un privilegio, ma perché è un nostro diritto.

E non diteci che mancano le risorse: 
Tanto più nella nostra ricca provincia, che per gli amici, e gli amici degli amici... i soldi li trova sempre.
Noi non vogliamo essere vostri amici.
E il numero di Cuffaro non ci interessa!

L’Italia è una repubblica
democratica
fondata sul lavoro. ...
Non sulla precarietà.

Musica: the Who – My generation

giovedì 1 aprile 2010

NOT IN MY NAME

La tragicommedia messa in scena dall'assessore Marta Dalmaso e dal suo entourage, con l'ordine impartito ai collegi docenti di votare tra lezioni di 50 o di 60 minuti, nel nome di una supposta "libertà di scelta", assume per noi insegnanti precari, molto più che per gli altri, i contorni della farsa.
A prescindere dalle ragioni pro o contro l'una o l'altra delle due opzioni, infatti, che senso ha chiedere il nostro voto per contribuire a decidere la durata delle lezioni nella scuola in cui lavoriamo quest'anno, quando non abbiamo la più pallida idea di dove - nè tantomeno se! - lavoreremo l'anno prossimo?
La "battaglia" sui 50 o 60 minuti mostra ancora una volta, in tutta la sua evidenza, la vergogna della condizione in cui sono costretti a vivere, anche nella nostra ricca Provincia, centinaia di insegnanti: sfruttati per coprire supplenze brevi o annuali, privati di diritti e di tutele, condannati a un futuro perennemente incerto... adesso pretenderebbero anche di usarci per portare acqua al mulino di questo governo provinciale che, ricattandoci, con la scusa di "salvare" il nostro posto di lavoro ci invita a votare la delibera "innovativa" Dellai/Dalmaso e le lezioni da 50 minuti.

La nostra risposta deve essere una sola, forte e chiara:

ASTENSIONE!

Non rendiamoci complici di questa truffa, 
non cediamo all'idea che non votare equivale al "silenzio-assenso" 
e dunque all'implicita adesione ai 50 minuti, 
rifiutiamo questa logica binaria e falsamente democratica 
e rispondiamo con un atto di disobbedienza civile
difendendo la nostra libertà di pensiero e sottraendoci alla finta scelta che ci è stata imposta!

Alla fine faremo i conti, e se la nostra posizione risulterà diffusa nella maggior parte delle scuole - come tutti ci auguriamo - e magari condivisa anche dai docenti di ruolo, la Giunta non potrà ignorarne la valenza politica e dovrà prenderne atto. Non dovesse farlo, tirando dritta per la propria strada, dimostrerà definitivamente il proprio assoluto disinteresse per ogni forma di reale democrazia e di autentica partecipazione.
Se riusciranno ad imporre il loro progetto, l'avranno fatto a nome loro e al più di quelli che l'avranno assecondato:  non certo in nome nostro.

martedì 16 marzo 2010

50 o 60?


A seguito dell'approvazione della Delibera di Giunta sui quadri orari e sul relativo accordo coi sindacati rispetto alla gestione del tempo scuola, si aprirà nelle singole scuole la discussione su come adeguare la nuova normativa alle specifiche esigenze didattiche dei relativi progetti di Istituto: la cosiddetta questione dei 50 o 60 minuti. 

Riducendola ai suoi termini essenziali l'alternativa è tra il modello proposto dall'amministrazione Provinciale, che prevede unità orarie da 50 minuti, e quello adottato a livello nazionale con unità da 60 minuti. 

L'opzione “trentina”, se da un lato rende possibile, a parità di tempo scuola totale, un numero maggiore di unità orarie settimanali che permetterebbe l'ampliamento dell'offerta formativa e la maggior articolazione del quadro orario, dall'altro pone il problema del “recupero”, per gli insegnanti, dei 10 minuti che differenziano l'unità oraria dal tempo di lavoro stabilito dal contratto. Recupero che ammonta, tutto compreso, a circa 110 ore annue. 

L'opzione nazionale, invece, se da un lato elimina il problema del “recupero”, dall'altro costringe a impoverire l'offerta formativa e soprattutto, diminuendo la necessità di organico, produce una perdita immediata di posti di lavoro stimata intorno alle 200 unità (pari a circa la metà dei docenti precari attualmente impiegati in Provincia). 

Le trattative al tavolo sindacale hanno finora assecondato le intenzioni dell'Assessorato e si sono concentrate sulla contrattazione del numero di ore da recuperare effettivamente, spostando l'asticella in funzione della disponibilità reciproca e giungendo in questi giorni ad un compromesso per cui ogni insegnante dovrà recuperare “soltanto” 70 ore, di cui 4 per l'aggiornamento e 66 in “attività con gli studenti”. 

A questo punto la patata bollente passerà nelle mani dei collegi docenti che dovranno deliberare: 50 o 60? 

Nell'assemblea del 12 marzo degli Stati Generali della Scuola Trentina, valutate le proposte sul tavolo e analizzati i pro e i contro delle due ipotesi, si è capito che si tratta di un falso problema o, meglio, di una questione soltanto accidentale: la sostanza sta invece nell'impostazione economicista e aziendalista della riforma, che discende direttamente dalle premesse ideologiche approvate con la delibera dell'11 settembre 2009, che pretende di valutare con cronometro “fordista” l'attività di docenti e studenti ...e che rischia di concretizzarsi a prescindere dalle decisioni dei singoli Collegi dei Docenti. 

Se infatti si opterà per i 60 minuti, la riduzione delle cattedre e il conseguente risparmio per le casse dell'amministrazione saranno inevitabili e immediati. 

Ma anche accogliendo la proposta dell'Assessore dei 50 minuti, si verrà a creare un enorme monte ore a disposizione dei singoli istituti che permetterà di risparmiare tutti i fondi con cui finora sono state retribuite le cosiddette attività accessorie all'insegnamento, dai progetti ai corsi di recupero, ai viaggi d'istruzione. Ma quel che è peggio è che, se non regolato adeguatamente, questo sistema potrebbe causare una analoga contrazione dei posti di lavoro: si pensi ad esempio alla possibilità di utilizzare quelle ore per le supplenze brevi (quanto brevi?) o per le compresenze, o per i corsi di recupero, per le attività funzionali o ancora per il sostegno agli studenti con BES... tutte attività che richiedevano o indirettamente producevano il ricorso alle graduatorie provinciali e d'Istituto. 

Ridurre il personale per avere lo stesso lavoro (ipotesi da 60 minuti) o aumentare la produttività del lavoro a parità di personale (ipotesi dei 50 minuti) sono due varianti dello stesso gioco al risparmio. Questa riforma, nella variante Gelmini da 60 minuti o in quella Dalmaso da 50, è di fatto una ristrutturazione che informa la scuola a una logica puramente aziendale, considerando le famiglie clienti, gli studenti prodotti e il personale risorse umane. Una scuola in cui il taciuto calcolo dei costi e dei ricavi finisce per contare di più delle proclamate buone intenzioni di innalzare la qualità del servizio e di aggiornare la proposta educativa alle mutate esigenze della società contemporanea. 

E tuttavia la scelta si presenterà inevitabile: che fare dunque? 

A noi sembra evidente che l'ipotesi dei 50 minuti sia qualificabile come il male minore, non fosse altro che per la possibilità che offre di arricchire e articolare i quadri orari e conseguentemente di non rinunciare da subito a un numero così elevato di cattedre/posti di lavoro. 

Detto questo, ci sembra fondamentale sollecitare i collegi docenti a far seguire e subordinare il voto dei minuti alla discussione e alla delibera (nei limiti dell'autonomia d'Istituto) delle modalità e dei criteri con cui recuperare le ore. 

Si tratta innanzitutto, fin da subito e con la massima determinazione, di disinnescare tutti quei meccanismi che finirebbero per erodere cattedre/posti di lavoro: dall'orario potenziato alle supplenze brevi, alle compresenze ecc. 

In secondo luogo è necessario abbandonare, con la stessa convinzione, la visione di quel “tempo in più” come un “furto di lavoro” e di cominciare piuttosto a pensare quell'enorme monte ore a disposizione come a una risorsa strategica per le nostre scuole: si tratta di trovare un accordo tra docenti e dirigenti per liberare quel tempo dalle rigide maglie burocratiche delle tabelle da riempire con le ore effettivamente lavorate e metterlo invece a disposizione della ricerca, della formazione, della creatività, dell'approfondimento, della sperimentazione, della solidarietà e di tutto quanto possa permettere ai docenti e agli studenti di migliorare concretamente la loro professionalità e la loro esperienza lavorativa e scolastica. 

Gli Stati Generali della Scuola Trentina 
Trento, 15 marzo 2010

mercoledì 10 marzo 2010

12 marzo ore 9.30 - Stati Generali!


Venerdì 12 marzo 2010
Giornata di sciopero generale


Il sindacato ha legittimamente scelto di aderire alle iniziative nazionali,
ma ciò non toglie la necessità di una mobilitazione locale 
e concretamente ancorata alla questione della scuola,
ormai in vista del completamento della riforma Dalmaso.


Sono convocati
Gli Stati Generali della Scuola Trentina
a Trento, Sala circoscrizionale di S. Giuseppe - S. Chiara
via Perini 2/1 (angolo via Giusti 35)
Ore 9.30





Definiremo la struttura organizzativa degli SGST 
Decideremo se e come proseguire la nostra lotta per una scuola migliore,
indipendentemente dai dettagli della riforma
Faremo il punto della situazione,
Proveremo a capire cosa c'è davvero in gioco con la questione dei 50 o 60 minuti e dei piani orari.

Non mancare:



domenica 7 marzo 2010

il più grande licenziamento della storia

I precari sono 200 mila persone in carne e ossa, docenti e personale tecnico. Hanno 39 anni in media: troppo vecchi per rifondare la propria identità professionale, troppo giovani per arrendersi. Si tratta del maggior licenziamento di massa della storia, enormemente superiore all’affare Alitalia, in prima pagina per settimane.

Riduzioni agghiaccianti: quasi 130 mila posti di lavoro, 82 mila docenti e 45 mila tecnici. C’è chi rileva con pedanteria che il totale non corrisponde a chi non lavorerà, perché una parte verrà assorbita dai pensionamenti. Dobbiamo rallegrarci? La categoria precariato è così fluttuante che non merita nemmeno un inquadramento specifico nei “meno” del saccheggio di diritti costituiti dall’operazioneGelmini-Tremonti. Duecento mila sono solo i supplenti con incarico annuale fino al 30 giugno, cui vanno aggiunti i circa cinquantamila reclutati per periodi brevi. Abile creazione del sistema per mantenere la propria immobile esistenza, prodotto da politica e amministrazione, mercificando vite e consentendo alla scuola costi bassi ma senza garanzie, il precariato ha visto il suo boom con la scolarizzazione di massa.

Tra il 1960 e ’75 il concorso non riuscì soddisfare la domanda di insegnanti e così politiche economiche e amministrative stabili e condivise fecero del precariato un metodo di reclutamento ispirato dall’incapacità di concepire la scuola come luogo di cittadinanza. Non si attuò un’attenta programmazione e non si selezionò il personale in modo adeguato ai compiti richiesti dalla Costituzione: perfino per le materie in sofferenza di organico furono attuati concorsi a distanza di decenni.

Le cause: indisponibilità ad affrontare i problemi di gestione del personale; mutato atteggiamento verso la spesa pubblica in istruzione. In mezzo una giungla di provvedimenti, frutto di consociativismo spinto e di dissennato e traversale disinvestimento su un modello di scuola funzionale a un mondo in continuo cambiamento. Risposte occasionali, provvisorie, “toppe” su situazioni sempre prossime a conflagrare; estemporanee decisioni condizionate da tornate elettorali o da fasi di maggiore rivendicazione da parte di chi – intanto – in una condizione di precarietà economica, lavorativa, esistenziale, mandava avanti parte della scuola italiana.

Uno dei molti possibili esempi di schizofrenia politico-amministrativa è quello dell’istituzione nel 1998 delle Siss – Scuole di Specializzazione per l’Insegnamento Secondario; nel 2000 è bandito un megaconcorso per accesso a cattedra e conseguimento di abilitazione; in parallelo, si dà vita a corsi riservati, rivolti a insegnanti (detti “precari storici”) con almeno 360 giorni di supplenza, ancora per l’abilitazione. Fu così abilitato un numero di insegnanti sproporzionato, che generò peraltro un’incresciosa quanto ovvia tensione tra “storici” e “sissini”.

Il consociativismo ha prodotto sanatorie, stabilizzazioni ope legis, aggiustamenti di graduatorie, corsi abilitanti. In mezzo, donne e uomini per cui, anno dopo anno, la cabala si compiva nei corridoi di qualche provveditorato, in attesa di una chiamata tardiva per chissà dove, ad anno scolastico già iniziato.

E non dimentichiamo gli studenti, di tutte le età, che negli anni, ogni anno, hanno visto sfilare anche 3 o 4 supplenti e per i quali la continuità didattica è stata formula suggestiva, mai praticata. “Non pagheremo noi la vostra crisi” era uno degli efficaci slogan dell’Onda. Invece quella crisi la stiamo pagando tutti. Ma loro più di tutti: studenti precari e precari precarizzati.

da il Fatto Quotidiano del 5 marzo 

giovedì 4 marzo 2010

quale futuro per la scuola? incontro pubblico


RIFORMA
GELMINI/DALMASO:
ED ORA, QUALE FUTURO PER LA SCUOLA?



INCONTRO PUBBLICO

6 marzo 2010, ore 15.30

SALA MAGNETE - Via Stenico Marino, 2

(nei pressi Agenzia delle Entrate - Trento Nord)



Relatori: 


Chiara Acciarini, ex parlamentare


Lucia Coppola, docente, cons. com. Trento


Chiara Vettorazzo, doc. Ist. “L.Battisti” Trento


Giovanni Murgia, doc. “I.C. Trento 2”


Nicola Zuin, docente precario, coordinatore SGST



organizza:

venerdì 12 febbraio 2010

40 punti: Ricorsi anief

L'anief ha deciso di adire ricorso ...
1. Per l’eliminazione del bonus di punti 40 per il servizio prestato nelle scuole della provincia, 
2. per l’attribuzione di ulteriori punti 6 al titolo SSIS, 
3. per l’inserimento con riserva degli specializzandi 
4. per l’inserimento a pieno titolo dei docenti nelle graduatorie trentine. 


Scadenza: 26 febbraio 2010.


per gli interessati ecco il link:
http://www.anief.net/cms/index.php/ricorsi/news/939-trento-anief-ricorre-contro-la-tabella-di-aggiornamento-delle-graduatorie

giovedì 28 gennaio 2010

Anzianità

Segnalo a tutti i colleghi precari una sentenza del Tribunale del lavoro di Livorno,nello specifico la sentenza n 1222 del 26/11/2009,depositata in cancelleria in data 13/01/2010 tramite la quale il giudice ACCOGLIE il ricorso presentato da Unicobas,di alcuni precari,circa il diritto ad accedere,da parte dei docenti aventi contratto a tempo determinato,ai "cosiddetti scatti di anzianità" da riconoscere concretamente in busta paga ai docenti ricorrenti attraverso i famosi "gradoni" applicati ai prof assunti con contratto a tempo indeterminato.
La notizia e la sentenza sono disponibili su numerosi siti tra i quali segnalogildavenezia@virgilio.it, . 
Il dispositivo giuridico è decisamente interessante non solo perchè rappresenta un importante precedente giurisdizionale al quale altri colleghi potranno fare riferimento in un eventuale ricorso ad altro Tribunale del lavoro ma anche perchè nella sentenza il Magistrato cita...La Carta Costituzionale!Per la precisione gli articoli 3 e 36,valutando NON LEGITTIMO "l'operato del ministero dell'istruzione,condannato ANCHE al pagamento di 3500 euro di spese processuali"! in relazione alla consolidata prassi di mantenere tutti i docenti a tempo determinato sempre a parametro 0 come se non avessero "anzianità pregressa di carriera".
La censura circa l'operato dell'amm.ne scolastica riguarda ovviamente la palese disparità di trattamento economico tra un "ruolo" ed un "precario".Livorno segnala anche alcune direttive Cee in "contraddizione con il trattamento dei precari italiani" nonchè una sentenza della Suprema Corte di Giustizia Europea del 2007.
E' bene far sì che i docenti precari possano prendere visione del dispositivo della sentenza e valutare,( assistiti collettivamente da un legale o investendo della questione una sigla sindacale che,tramite il suo ufficio legale,accetti di farsene carico, sia per risparmiare che per valutare l' omogeneità della posizione giuridico-amm.va dei ricorrenti)  se possano adire a ricorso o no.In periodi quali quelli che stiamo vivendo la vittoria dei principi di eguaglianza e legalità uniti ad un riferimento alla Costituzione e alla Suprema Corte di Giustizia Europea contribuiscono a dare speranza! 
Ciao a tutti. Alfredo 


martedì 26 gennaio 2010

Contro la Dalmaso, ma non certo con la Lega!

Domani alle 20 il Consiglio Provinciale, riunito in seduta straordinaria, discuterà la mozione di sfiducia all'assessore Dalmaso presentata dal gruppo della Lega Nord e, contestualmente, la richiesta di sospensione della delibera 2220 (Lega Nord e PDL). La maggioranza, PD compreso, si presenterà compatto alla votazione, "a difesa" della Dalmaso e della sua riforma.


Nell'invitare tutti gli aderenti agli Stati Generali della Scuola Trentina a partecipare al presidio che si terrà fuori dall'aula del Consiglio, e volendo evitare qualunque strumentalizzazione di tipo politico, specifichiamo però quanto segue:
  • la nostra presenza ha un'unica ragione: poter dire la nostra, ancora una volta (e in presenza degli organi di stampa) contro l'approvazione di una riforma che continuiamo a ritenere sbagliata nel metodo e nel merito;
  • questo non significa però, in alcun modo, che gli SGST appoggino la posizione di un partito - la Lega Nord, e il PDL nel suo insieme - che mentre a Trento, per bieco calcolo politico, protesta contro la riforma targata centrosinistra, a Roma sostiene convintamente la riforma Gelmini/Tremonti!
Ci vediamo domani alle 20 davanti al palazzo della Provincia

AG e NZ

giovedì 21 gennaio 2010

Storie precarie

Da oggi EP lancia una nuova iniziativa: "Storie precarie".

Leggendo le tante mail che abbiamo ricevuto in queste settimane, ci siamo resi conto che, finora, spinti dall'urgenza del momento e dall'organizzazione della lotta contro la riforma Dalmaso, in questo blog abbiamo trascurato un aspetto fondamentale della "questione precaria": quello, per così dire, più strettamente "umano". La nostra condizione di precarietà, infatti, non riguarda soltanto il lavoro ma investe anche, com'è naturale, la nostra sfera più privata: gli affetti (e gli affitti!), la possibilità di progettare un futuro, di comprare casa, di farci una famiglia...
Vi invitiamo dunque a mettervi a nudo, a raccontare la vostra storia, a testimoniare cosa significhi, nell'Italia e nella scuola di oggi, vivere in una condizione di perenne incertezza lavorativa, personale ed emotiva.
I vostri racconti verranno "postati" quotidianamente sul blog e contribuiranno - ne siamo certi - a trasformare EP in ciò che ancora non è, ma spera di diventare: un megafono per la vostra voce, troppo spesso inascoltata e quasi sempre ignorata.
Pronti via, allora: uscite dal guscio, buttate a mare la timidezza e fatevi sentire!!!

In definitiva, le parole sono tutto quello che abbiamo,
perciò è meglio che siano quelle giuste. Raymond Carver


martedì 19 gennaio 2010

sondaggio: vota la riforma

Non ce ne sarebbe bisogno... 

perché già i sondaggi di Adige e Trentino hanno dimostrato che la scuola e la società trentine non apprezzano la riforma Dalmaso e in netta maggioranza l'hanno bocciata.
Tuttavia anche noi proviamo a misurare statisticamente il grado di gradimento della riforma.
La domanda è netta:

Ti piace la riforma Dalmaso?

Sì o no?


Votate!!!!

Basta un solo click! 
Sul blog degli Stati Generali della Scuola Trentina

il blog è a tua disposizione anche per commenti e valutazioni, proposte e idee.

mercoledì 13 gennaio 2010

Autoconvocazione degli SGST


(comunicato stampa)



Sabato 16 gennaio 2009
alle ore 15.00
Trento,  Sala  circoscrizionale di S. Giuseppe - S. Chiara 
via Perini 2/1 (angolo via  Giusti 35)


sono autoconvocati
Gli STATI GENERALI 
DELLA SCUOLA TRENTINA


L'incontro avrà innanzitutto funzione organizzativa: 
servirà a conoscere e a mettere in contatto diretto 
tutte "le anime" del variegato fronte 
che si è venuto costituendo in opposizione alla cosiddetta riforma Dalmaso,
ma servirà anche per cominciare a discutere e avanzare proposte concrete 
per la definizione di una riforma della scuola alternativa.


Sono invitati tutti i soggetti reali interessati a costruire responsabilmente e democraticamente la scuola trentina: studenti, docenti, dirigenti, ata, genitori, amministrazione, privati cittadini, associazioni, istituzioni... 
individualmente e in modo organizzato.


Gli Stati Generali della Scuola Trentina sono il tentativo concreto di costruire dal basso una riforma della scuola che sappia raccogliere le idee e le esigenze di tutti i soggetti reali che ogni giorno vivono, costruiscono, utilizzano la scuola.


Una conferenza Stampa è convocata al termine dell'assemblea, 
si prevede verso le 17.30.


martedì 12 gennaio 2010

Era ora!

Finalmente, nel giorno in cui pure la Lega Nord annuncia una mozione di sfiducia per l'Assessore, anche i sindacati si sono resi conto che la Signora Dalmaso e la Giunta fingono di dialogare, ma le decisioni le prendono "nel (con)chiuso delle loro stanze". Lo hanno comunicato ufficialmente i responsabili di CGIL, CISL e UIL in diverse interviste alla stampa locale, minacciando addirittura una mobilitazione nel caso in cui il Presidente Dellai non accolga la loro richiesta di un nuovo incontro.


Non solo: nelle stesse interviste i sindacati hanno anche pronunciato per la prima volta pubblicamente la parola "precari", riconoscendo che a pagare il prezzo più caro della riforma Dalmaso saranno proprio le centinaia di docenti che da anni lavorano con contratto a tempo determinato.


Con queste premesse i sindacati hanno chiesto alla Giunta di rimandare di un anno la riforma e di aprire nel frattempo un confronto ampio e democratico con tutte le componenti del mondo della scuola... esattamente come ha già deciso di fare la Giunta della Provincia di Bolzano.


EP accoglie con soddisfazione il "risveglio" - per quanto tardivo - di chi si definisce "rappresentante dei lavoratori" e confida che questo sia solo il primo passo verso una ritrovata unità di intenti.


Era ora che anche i sindacati decidessero da che parte stare!


giovedì 7 gennaio 2010

annozero

ci fanno sapere che:
Nella puntata di stasera di Annozero si parlerà di scuola e sarà presente Barbara Evola dei Precari in Lotta di Palermo e dei Cobas della Scuola. 
(il video dell'intervento)

mercoledì 6 gennaio 2010

e se domani...


Bene, compatibilmente con le vacanze che stanno finendo, stanno cominciando a giungere le prime adesioni agli Stati Generali della Scuola Trentina.
Domani si torna a scuola: non sprechiamo l'occasione.
Scarichiamo e fotocopiamo il manifesto degli SGST e ricopriamo i muri delle aule docenti e dei corridoi... parliamone con i colleghi, con gli studenti, coi genitori, coi tecnici, coi bidelli... facciamo decollare questa iniziativa.
Se saremo bravi, entro pochi giorni saremo centinaia... e il ministro e l'assessore non potranno far finta di non vederci.
Se non saremo bravi, faranno bene a guardare da un'altra parte.

FLC-CGIL FERMATI !!


FLC_CGIL   FERMATI !!

Basta essere complice con la controparte provinciale!!
La Dalmaso  consegna la dignità della scuola,  della didattica, della cultura, del diritto allo studio agli interessi dell’associazione ANEF dei Funiviari e di chi può permettersi le settimane bianche!! 
La Dalmaso  vende la scuola pubblica ai  “mercanti del tempio”.
FLC-CGIL, sull’orario di cattedra, il calendario scolastico, la “riforma”... FERMATI !!  
Fai OPPOSIZIONE!! 
Lotta con noi, lavoratori, precari e a tempo indeterminato, per la difesa della scuola pubblica, del diritto allo studio,  per la difesa dei posti di lavoroCONTRO LA DISTRUZIONE IN ATTO AD OPERA DELLA CONTRO – RIFORMA  GELMINI-DALMASO!!

Rigotti Patrizia.  FLC-CGIL